L’Intervista di Meril Pi: Parla Francesco Racanati agile coach

Negli ultimi mesi a causa della pandemia da COVID-19, abbiamo sentito parlare moltissimo di lavoro agile. Ecco perchè oggi, abbiamo voluto intervistare Francesco Racanati, un esperto agile coach che lavora per inspearit cosi da spiegarci come affrontare questo periodo molto difficile.

Cosa fa un Agile Coach e di cosa si occupa esattamente inspearit?

Per definire un Agile Coach, innanzitutto è importante chiarire il significato del termine “Agile”. Al contrario di quanto è definito a livello legislativo in Italia, Agile non è la mera possibilità di lavorare da casa. Agile è una mentalità che permette a qualsiasi tipo di organizzazione di strutturarsi per adattarsi in modo rapido a un contesto che cambia continuamente.
L’agile coach supporta le organizzazioni nel diventare “agili” facendo leva su tutte le competenze presenti in azienda; attraverso l’utilizzo di un approccio AGILE si esaltano quelle competenze che consentono di raggiungere gli obiettivi condivisi tramite un approccio consapevole, rapido e limitando i rischi.
Inspearit, con il suo team di professionisti (coach, trainer e consulenti), supporta numerose aziende nazionali ed internazionali appartenenti a svariati settori, nel fare innovazione ponendo la massima attenzione al valore per il cliente; lo fa da più di 30 anni, da quando nel 1989 apre la prima sede in Francia (Parigi) per poi espandersi negli anni in Olanda (Utrecht) e in Italia (con gli uffici di Roma, Milano e…forse un giorno anche al sud Italia).

Come descriveresti il lavoro Agile? 

La mentalità Agile in termini pratici si traduce nel porre attenzione a tre aspetti principali:

-Mettere il cliente e i suoi bisogni al centro dell’attenzione di tutta l’organizzazione;

-Strutturare l’organizzazione in piccoli team che siano indipendenti quanto basta e abbiano le competenze necessarie per raggiungere gli obiettivi prefissati;

-Fare in modo che questi piccoli team costruiscano tra loro dei canali comunicativi efficaci ed efficienti in modo da rendere l’organizzazione veloce nell’adattarsi;

Le aziende che ad oggi si definiscono agili e che son state capaci di adattarsi rapidamente ai cambiamenti, denotano eccellenze importanti su questi tre aspetti; non è teoria, è un dato di fatto.

In che modo inspearit supporta le organizzazioni nella trasformazione Agile? Con quali aziende avete avuto già modo di collaborare?

Lo fa offrendo consulenza, formazione e coaching su misura del cliente. A tal proposito la inspearit Academy propone un’offerta formativa ampia su diversi ambiti:

-corsi per manager, coloro che hanno il compito di sponsorizzare e rendere possibile l’introduzione in azienda di cambiamenti organizzativi;  la nostra proposta va da sessioni di “Agile awareness” di poche ore finalizzati alla comprensione dei principi fondanti dell’agilità e del loro impatto sul business dell’organizzazione, a corsi di maggiore approfondimento quali ad esempio il  Management 3.0 per i manager che han voglia di diventare “manager agili” e favorire lo sviluppo di una cultura agile all’interno della propria azienda.

-corsi per responsabili di sviluppo prodotto per la certificazione da Product Owner PSPO I riconosciuta a livello internazionale. Per coloro che volessero approfondire la conoscenza e l’utilizzo dell’approccio agile chiamato Scrum, abbiamo corsi per la certificazione da Srum Master PSM I riconosciuta a livello internazionale.

-Certificazione SAFe, laddove ci fosse la necessità di “scalare l’agilità”, cioè svilupparla in grandi contesti che vedono coinvolti numerosi team che devono collaborare.

-Agile Leadership che permette sviluppare un’esperienza di crescita nello sviluppo e conoscenza dei vari tipi di leadership, Agile HR Transformation che permette di apprendere tutta una serie di conoscenze necessarie nel supportare le risorse umane per rendere un’organizzazione agile e Agile for All (Agile per tutti) che si propone come obiettivo quello di trasmettere le fondamenta dell’agilità a chi è del tutto neofita.

A tal proposito, organizziamo classi sia per privati che per aziende: ad oggi, realtà come BNL, Unilever, Intesa San Paolo, Roche, ACEA e tante altre, riconoscono il grande valore della nostra formazione, permettendoci di supportarle.

Stando ad alcune dichiarazioni recenti, pare che il “lavoro agile” (inteso come lavoro da remoto) non sia applicabile all’interno della pubblica amministrazione ed in particolare nel settore scolastico.

In qualità di inspearit eroghiamo formazione da remoto sin da marzo di questo anno e in quanto agili, ci siamo adattati per sfruttare al meglio le potenzialità che tale modalità ci sta offrendo. Proprio con questa mentalità agile che ci contraddistingue, ci siamo chiesti: partendo dalle esigenze dei nostri alunni in termini di aspettative e interazioni tra loro e con il docente, cosa possiamo fare per continuare a erogare i contenuti dei nostri corsi senza nulla togliere alla qualità? In che modo possiamo permettere a noi docenti di poterlo fare al meglio? Le decisioni prese in estate per permettere alla scuola di adattarsi al contesto attuale son state molto audaci, però non son state “agili”: ad oggi vedo scuole ricche di strumenti digitali abbastanza evoluti, ma senza alcun tipo di organizzazione condivisa definita a livello di singola classe o dell’intera scuola, che ne permetta un uso ad hoc per le esigenze di alunni e docenti.

Per concludere, raccontaci un aneddoto simpatico che ti è capitato.

A proposito di formazione online, nelle lezioni iniziali del corso per la certificazione da responsabile di prodotto (Product Owner PSPO I), cerco di trasmettere l’apprendimento di uno strumento che si chiama “personas”; è uno strumento che permette di metterci nei panni di coloro che potenzialmente potrebbero utilizzare il nostro prodotto/servizio. Nel definire degli esempi di queste “personas”, utilizzo come utenti tipo, una famiglia da me inventata in cui è possibile vedere anche le foto di ognuno dei componenti. Il papà ha la foto del personaggio “Er monnezza”, la mamma ha la foto di “Morticia Addams” e la figlia ha la foto di “Mariangela Fantozzi”. Spesso, quando introduco questo strumento, a cui poi segue un’attività che svolgiamo tutti assieme, sul mio schermo iniziano a spuntare un sacco di facce sorridenti; addirittura in un caso, i partecipanti iniziarono a ridere così tanto, che fui costretto a fermarmi un attimo perché anche io non riuscivo più a parlare, in quanto stavo piangendo letteralmente dal ridere! La formazione da remoto viene intesa sempre come un qualcosa di noioso e asociale, imparare divertendosi e interagendo assieme è possibile, ed è un modo per rendere coinvolgente la formazione a distanza e non solo. Per mia personale filosofia, lavorare divertendosi dovrebbe essere una prerogativa, visto che è la cosa che facciamo per più tempo in tutta la nostra vita.

(in foto FRANCESCO RACANATI)

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