Il Decreto Primo Maggio 2026 (D.L. 30 aprile 2026, n. 62) è entrato in vigore il 1° maggio, introducendo un pacchetto di misure urgenti per il lavoro con uno stanziamento di 934 milioni di euro. Il provvedimento interviene su cinque aree chiave: incentivi all’occupazione, salario giusto, contrasto al caporalato digitale, welfare aziendale e previdenza complementare.
Incentivi assunzioni 2026: come funzionano i nuovi bonus
Il decreto rafforza le politiche attive con importanti sgravi contributivi per le assunzioni a tempo indeterminato:
- Bonus donne 2026: esonero del 100% fino a 650 euro al mese (800 euro nelle ZES) per 24 mesi
- Bonus giovani under 35: fino a 500 euro mensili (650 euro nelle aree svantaggiate)
- Bonus ZES: dedicato alle piccole imprese del Sud (fino a 10 dipendenti)
- Bonus stabilizzazione: incentivo per trasformare contratti a termine in indeterminati (in attesa di autorizzazione UE)
Tutti i benefici sono subordinati all’incremento occupazionale netto e al rispetto delle condizioni di regolarità contributiva.
Salario giusto: requisito obbligatorio per le imprese
Una delle novità più rilevanti è l’introduzione del concetto di salario giusto. Per accedere agli incentivi, le aziende devono applicare trattamenti economici non inferiori a quelli previsti dai contratti collettivi nazionali più rappresentativi.
Inoltre:
- scatta un adeguamento automatico delle retribuzioni (30% dell’IPCA) se i contratti non vengono rinnovati entro 12 mesi
- si rafforza la trasparenza salariale nelle offerte di lavoro
Lavoro su piattaforme digitali: nuove tutele
Il decreto introduce misure contro il caporalato digitale:
- accesso solo tramite identità digitale (SPID o CIE)
- impossibilità di cedere gli account
- trasparenza su compensi e incarichi
- diritto alla revisione umana delle decisioni automatizzate
Welfare aziendale e incentivi per la famiglia
Previsti nuovi vantaggi per le aziende che investono nel benessere dei dipendenti:
- sgravio contributivo fino all’1% (max 50.000 euro) per chi ottiene certificazioni sulla conciliazione vita-lavoro
- incentivi legati a politiche di natalità, flessibilità e supporto ai caregiver
TFR e previdenza complementare: cosa cambia
Per il 2026 viene introdotta una finestra che consente ai lavoratori di destinare il TFR maturato nel primo semestre alla previdenza complementare, favorendo una maggiore integrazione pensionistica.
Cosa devono fare imprese e lavoratori
Il decreto è già operativo dal 1° maggio 2026, ma dovrà essere convertito in legge entro 60 giorni. Alcune misure potrebbero quindi essere modificate.
Per le imprese è fondamentale verificare subito:
- i requisiti per accedere agli incentivi
- la corretta applicazione dei contratti collettivi
- l’impatto dei nuovi obblighi su assunzioni e gestione del personale
Per i lavoratori, invece, le novità si traducono in maggiori tutele, salari più trasparenti e nuove opportunità di inserimento stabile nel mercato del lavoro.





