Con la pubblicazione della Legge n. 112/2026 sulla Gazzetta Ufficiale n. 147 del 27 giugno 2026, è entrata ufficialmente in vigore la conversione del Decreto-Legge n. 62/2026, noto come DL Primo Maggio. Il provvedimento introduce importanti novità in materia di salario giusto, incentivi all’occupazione, contrasto al caporalato digitale e tutele dei lavoratori, con diverse modifiche apportate durante l’iter parlamentare da applicare ai rapporti di lavoro subordinato del settore privato, escludendo quelli di apprendistato.
Incentivi all’occupazione: confermati i bonus e nuove regole sui tirocini
La legge conferma gli incentivi previsti per il 2026, tra cui Bonus Donne, Bonus Giovani, Bonus ZES e le agevolazioni per la stabilizzazione dei rapporti di lavoro.
Tra le principali novità introdotte spicca il limite massimo di 12 mesi per i tirocini extracurriculari all’interno dello stesso gruppo di imprese. Arrivano anche nuove disposizioni per la gestione dei bonus destinati ai servizi per l’infanzia, con l’obbligo per gli enti locali di trasmettere i dati all’INPS.
Debutta anche la figura del Tutor per la sostenibilità economica, che assisterà lavoratori fragili, over 50 e persone coinvolte in percorsi di transizione occupazionale nella gestione delle proprie obbligazioni economiche e abitative.
Importante anche la novità sul collocamento mirato, che consente ai lavoratori con disabilità assunti a tempo determinato o in apprendistato di mantenere la posizione acquisita in graduatoria fino all’eventuale assunzione a tempo indeterminato.
Salario giusto: più trasparenza e tutela del potere d’acquisto
Uno degli aspetti centrali della riforma riguarda la definizione del Trattamento Economico Complessivo (TEC), individuato come riferimento per garantire una retribuzione conforme ai principi dell’articolo 36 della Costituzione.
La legge chiarisce che il TEC comprende tutte le componenti retributive fisse e continuative previste dai contratti collettivi nazionali, incluse mensilità aggiuntive, indennità e welfare contrattuale, escludendo invece le componenti discrezionali e variabili.
Sono inoltre rafforzati gli strumenti di monitoraggio delle retribuzioni attraverso la collaborazione tra CNEL, INPS e ISTAT, che analizzeranno anche indicatori come costo della vita, prezzi al consumo e mercato delle locazioni.
Per favorire il rinnovo dei contratti collettivi viene ridotto da 12 a 9 mesi il termine oltre il quale scatta l’anticipazione economica sugli aumenti salariali, mentre l’importo dell’adeguamento sale dal 30% al 50% della variazione dell’indice IPCA.
Nuove tutele per rider e lavoratori delle piattaforme digitali
La legge rafforza il contrasto al caporalato digitale, definendo con maggiore precisione le tutele dedicate ai rider e ai lavoratori che operano tramite piattaforme digitali.
Tra le novità più rilevanti vi è la possibilità di qualificare il rapporto di lavoro sulla base delle modalità concrete di svolgimento della prestazione, anche attraverso l’analisi dei sistemi automatizzati utilizzati dalle piattaforme.
Vengono inoltre rafforzati gli obblighi informativi nei confronti dei lavoratori, che avranno il diritto di ottenere spiegazioni comprensibili sulle decisioni automatizzate relative, ad esempio, alla sospensione dell’account, alla retribuzione o alle modifiche del rapporto di lavoro.
Slitta infine di 90 giorni, a partire dal 1° luglio 2026, l’obbligo per le piattaforme di consegnare ai rider il Libro Unico del Lavoro (LUL).
Previdenza, staff leasing e distacco: le altre novità
La conversione del DL Primo Maggio introduce anche ulteriori interventi in materia di organizzazione del lavoro.
Per la previdenza complementare vengono fissati limiti alla durata degli incarichi negli organi dei fondi pensione e viene eliminato l’aumento della quota liquidabile in capitale.
In via sperimentale, fino al 31 dicembre 2029, sarà inoltre possibile il distacco di lavoratori anche in assenza dell’interesse del datore distaccante, purché finalizzato alla salvaguardia dell’occupazione e supportato da accordo sindacale.
Novità anche per lo staff leasing, con il limite massimo di 36 mesi per le missioni presso lo stesso utilizzatore, salvo diverse previsioni contenute nei contratti collettivi.
Infine viene aggiornata la disciplina per l’esercizio temporaneo in Italia degli operatori sanitari con qualifiche estere, introducendo nuovi requisiti formativi.





