Quando si parla di sicurezza a scuola, il pensiero corre immediatamente alle procedure, ai protocolli di emergenza, alla prevenzione degli infortuni e alla corretta gestione dei rischi. Tuttavia, la sicurezza scolastica non può e non deve essere intesa esclusivamente in senso tecnico e normativo.
Per garantire una scuola sicura, è necessario che tutti i soggetti coinvolti, dai lavoratori addetti (preposti, collaboratori, docenti e assistenti) agli studenti adottino comportamenti corretti.
Viste le recenti notizie di cronaca che hanno coinvolto due istituti romani, emerge con forza la necessità di porre maggiore attenzione a una fragilità sempre più diffusa tra gli adolescenti: il mancato rispetto della persona.
Episodi come la comparsa sui muri dei servizi igienici scolastici, di scritte gravemente offensive — tra cui l’espressione “lista stupro” con i nomi delle ragazze prescelte — non rappresenta soltanto un fatto moralmente ripugnante, ma anche un campanello d’allarme per tutti quei comportamenti oggettivamente sanzionabili, alimentando un clima di violenza simbolica e psicologica che mina profondamente il benessere e la sicurezza degli studenti.
Non è certamente il ruolo del Responsabile della Sicurezza scolastica elaborare risposte sul piano didattico né tantomeno anticipare le iniziative che le Istituzioni preposte potranno porre in essere sul piano “dell’educazione emotiva”, però appare indispensabile vigilare affinché il rispetto della persona, di qualsiasi genere, sia sempre garantito nell’ambito dei principi propri di un’autentica società democratica. Infine, tale valore deve trovare concreta applicazione anche all’interno delle procedure e delle politiche di sicurezza degli ambienti scolastici affinché la scuola possa essere un luogo realmente sicuro, accogliente e formativo per tutti.
Il Presidente Nazionale Sicurezza Scolastica CNL
Arch. Filippo Fasulo





