Lavoro su piattaforme digitali: il Governo approva il decreto che rafforza le tutele dei lavoratori

Il Consiglio dei Ministri ha approvato in esame preliminare il decreto legislativo che recepisce la direttiva (UE) 2024/2831, introducendo una disciplina organica per il lavoro svolto tramite piattaforme digitali. Il provvedimento, adottato in attuazione della delega prevista dalla legge n. 91 del 13 giugno 2025, rappresenta un importante passo avanti nella regolamentazione del lavoro digitale e mira a garantire maggiori diritti e tutele ai lavoratori impiegati attraverso applicazioni e piattaforme online, indipendentemente dalla sede legale dell’operatore, purché l’attività sia svolta sul territorio italiano.

Presunzione di subordinazione estesa a tutti i lavoratori delle piattaforme

Tra le principali novità figura l’estensione della presunzione di subordinazione, già prevista per i rider, anche ad altre categorie di lavoratori delle piattaforme digitali. Il decreto individua gli elementi che consentono di qualificare il rapporto di lavoro come subordinato, come l’organizzazione dell’attività da parte della piattaforma e il potere di impartire direttive sui tempi, sulle modalità e sui contenuti della prestazione, anche attraverso sistemi automatizzati. Le stesse garanzie vengono estese anche ai lavoratori che operano mediante intermediari.

Algoritmi e dati personali: nuove regole per la tutela della privacy

Un capitolo centrale del provvedimento riguarda la gestione algoritmica del lavoro e la protezione dei dati personali. Vengono introdotti limiti stringenti all’utilizzo delle informazioni raccolte dalle piattaforme, con il divieto di trattare dati relativi allo stato emotivo o psicologico dei lavoratori, alle conversazioni private, all’esercizio dei diritti fondamentali, alle condizioni di salute, alle convinzioni personali, all’appartenenza sindacale o all’orientamento sessuale. Inoltre, sarà vietata la raccolta di dati quando il lavoratore non è impegnato nell’attività lavorativa o non si rende disponibile a svolgerla. Le piattaforme dovranno effettuare una valutazione d’impatto sulla protezione dei dati e fornire informazioni trasparenti sui sistemi automatizzati utilizzati.

Supervisione umana obbligatoria e diritto al riesame

Il decreto introduce, inoltre, l’obbligo di supervisione umana dei sistemi algoritmici. Le decisioni che incidono in modo significativo sul rapporto di lavoro, come la sospensione dell’account, la cessazione della collaborazione o altre limitazioni dell’attività, potranno essere assunte esclusivamente da una persona fisica. Eventuali decisioni adottate esclusivamente da sistemi automatizzati saranno nulle. Ai lavoratori viene riconosciuto anche il diritto di ricevere una spiegazione riguardo alle decisioni automatizzate, di chiederne il riesame e, in caso di mancata correzione, di ottenere il risarcimento dei danni subiti.

Sicurezza, trasparenza e cooperazione tra autorità

In aggiunta, il provvedimento prevede misure specifiche di prevenzione dei rischi derivanti dall’organizzazione algoritmica dell’attività, l’attivazione di canali di segnalazione contro violenze e molestie, maggiori obblighi di informazione e consultazione dei rappresentanti dei lavoratori e una più ampia trasparenza nei confronti delle autorità competenti. Il decreto disciplina infine la cooperazione tra le autorità nazionali e quelle degli altri Stati membri, anche attraverso l’Autorità europea del lavoro, introducendo tutele contro gli atti ritorsivi e un sistema sanzionatorio volto a garantire il rispetto delle nuove disposizioni.

Un passo avanti verso un lavoro digitale più equo

Con questo intervento normativo, l’Italia si prepara a recepire le nuove regole europee sul lavoro mediante piattaforme digitali, ponendo al centro la tutela dei lavoratori, la trasparenza degli algoritmi e un equilibrio più efficace tra innovazione tecnologica e diritti fondamentali nel mercato del lavoro.

 

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