Il Decreto Caro Carburanti 2026 introduce un pacchetto articolato di misure per contrastare l’impatto dell’aumento dei prezzi energetici su imprese e settori produttivi. Pubblicato in Gazzetta Ufficiale n. 78 del 3 aprile 2026 (DL n. 42/2026) ed entrato in vigore il 4 aprile, il provvedimento modifica il precedente decreto legge 38/2026 e interviene su quattro ambiti chiave: accise, credito Transizione 5.0, sostegno all’agricoltura e internazionalizzazione.

Transizione 5.0: credito d’imposta rideterminato all’89,77%

Il decreto ridefinisce in modo definitivo il credito d’imposta “Transizione 5.0”. Possono accedere le imprese che hanno già completato l’iter di validazione tecnica presso il GSE, senza necessità di presentare nuove domande.

Il credito viene riconosciuto nella misura dell’89,77% rispetto all’importo originariamente richiesto, a causa dell’esaurimento delle risorse disponibili. Sono inclusi:

  • investimenti in beni strumentali tecnologici (Industria 4.0);
  • spese di formazione del personale.

Lo stanziamento complessivo per il 2026 è pari a 1.302,3 milioni di euro.

Nuovo contributo per energie rinnovabili

Accanto al credito d’imposta, viene introdotto un contributo a fondo perduto per incentivare:

  • impianti di autoproduzione di energia da fonti rinnovabili;
  • sistemi di accumulo;
  • certificazioni tecniche ed energetiche.

I limiti di spesa sono:

  • 57,7 milioni di euro nel 2026;
  • 80 milioni nel 2027;
  • 60 milioni nel 2028.

Il contributo sarà erogato dal MIMIT e non potrà superare l’importo del credito d’imposta originario.

Taglio temporaneo delle accise (8 aprile – 1° maggio 2026)

Il decreto prevede una riduzione automatica delle accise sui carburanti, senza necessità di richiesta da parte degli utenti.

Le aliquote ridotte sono:

  • benzina: 472,90 €/1.000 litri;
  • gasolio: 472,90 €/1.000 litri;
  • GPL: 167,77 €/1.000 kg;
  • gas naturale: esenzione totale.

Particolarmente rilevante l’azzeramento dell’accisa sul gas naturale, scelto per garantire un impatto concreto sui costi.

La riduzione si applica anche a HVO e biodiesel avanzati, evitando disparità tra carburanti tradizionali e biocarburanti sostenibili.

Credito d’imposta per imprese agricole

Per il settore agricolo è previsto un credito d’imposta fino al 20% sulle spese sostenute per carburanti acquistati a marzo 2026.

Caratteristiche principali:

  • calcolo sulla spesa al netto IVA;
  • utilizzo in compensazione tramite F24 entro il 31 dicembre 2026;
  • non cedibile né rimborsabile.

Il credito non concorre alla formazione del reddito e non è soggetto ai limiti ordinari di compensazione, risultando particolarmente vantaggioso. È inoltre cumulabile con altre agevolazioni, entro il limite del costo sostenuto.

Fondo 394: sostegno all’internazionalizzazione

Il decreto rafforza anche il Fondo 394, destinato a sostenere i processi di internazionalizzazione delle imprese maggiormente colpite dal caro energia, ampliando le risorse disponibili.

Il Decreto Caro Carburanti 2026 rappresenta un intervento emergenziale ma strutturato, che combina misure immediate (taglio accise) con strumenti di medio periodo (Transizione 5.0 e incentivi alle rinnovabili). L’obiettivo è sostenere la competitività delle imprese italiane in un contesto internazionale ancora fortemente instabile.

 

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