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	<title>smart working Archivi - CNL - Confederazione Nazionale Del Lavoro</title>
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	<title>smart working Archivi - CNL - Confederazione Nazionale Del Lavoro</title>
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		<title>Legge annuale PMI: sicurezza, formazione e smart working</title>
		<link>https://www.confederazionecnl.it/legge-annuale-pmi-sicurezza-formazione-e-smart-working/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Stefania A.]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 22 Jan 2026 14:30:50 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Il disegno di legge annuale sulle piccole e medie imprese rappresenta uno degli interventi più organici degli ultimi anni a favore del tessuto produttivo italiano. Dopo l’approvazione in prima lettura al Senato il 22 ottobre 2025 (A.S. 1484) e il via libera della Commissione X della Camera il 15 gennaio 2026 (A.C. 2673), il provvedimento [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify">Il disegno di legge annuale sulle piccole e medie imprese rappresenta uno degli interventi più organici degli ultimi anni a favore del tessuto produttivo italiano. Dopo l’approvazione in prima lettura al Senato il 22 ottobre 2025 (A.S. 1484) e il via libera della Commissione X della Camera il 15 gennaio 2026 (A.C. 2673), il provvedimento si presenta oggi profondamente arricchito: 26 articoli, suddivisi in 6 capi, con l’obiettivo di rafforzare competitività, semplificazione e attrattività del sistema PMI.</p>
<p style="text-align: justify"><strong>Aggregazione, lavoro e passaggio generazionale</strong></p>
<p style="text-align: justify">Il <strong>Capo I</strong> punta su aggregazioni e continuità aziendale. Spicca l’agevolazione fiscale per i <strong>contratti di rete</strong> (2026-2028), che consente la sospensione d’imposta sugli utili reinvestiti nel programma comune. Importanti anche le misure sui <strong>marchi storici</strong>, che favoriscono salvataggi, ristrutturazioni e acquisizioni tra imprese omogenee.<br />
Sul fronte del lavoro, la disciplina sperimentale del <strong>part-time agevolato per lavoratori prossimi alla pensione</strong>, legata all’assunzione di giovani under 35, introduce un meccanismo virtuoso di ricambio generazionale.</p>
<p style="text-align: justify"><strong>Credito, Confidi e strumenti finanziari</strong></p>
<p style="text-align: justify">Il <strong>Capo II</strong> interviene sull’accesso al credito, delegando il Governo a una profonda riforma dei <strong>Confidi</strong> e ampliando la disciplina della <strong>cartolarizzazione dei crediti</strong>, includendo crediti futuri e nuove forme di segregazione patrimoniale. Un passo rilevante per facilitare il finanziamento delle PMI e rendere più flessibili gli strumenti a loro disposizione.</p>
<p style="text-align: justify"><strong>Semplificazioni e sicurezza</strong></p>
<p style="text-align: justify">Il <strong>Capo III</strong> è dedicato alla semplificazione normativa. Si va dall’esonero assicurativo per determinati mezzi aziendali usati in aree non aperte al pubblico, fino al rafforzamento dei <strong>modelli semplificati di sicurezza sul lavoro</strong> per le micro e piccole imprese, con un ruolo centrale dell’INAIL. Rilevanti anche le novità su lavoro agile, formazione obbligatoria e verifiche delle attrezzature.</p>
<p style="text-align: justify"><strong>Stop alle false recensioni</strong></p>
<p style="text-align: justify">Uno dei capitoli più innovativi è il <strong>Capo IV</strong>, che introduce una disciplina organica contro le <strong>false recensioni online</strong> nei settori della ristorazione e del turismo. Le recensioni dovranno essere autentiche, tempestive e non incentivate; vietata la compravendita di giudizi e interazioni. L’AGCM avrà un ruolo di monitoraggio, mentre le associazioni di categoria potranno diventare “segnalatori attendibili”.</p>
<p style="text-align: justify"><strong>Start-up, artigianato e territori</strong></p>
<p style="text-align: justify">Il <strong>Capo V</strong> delega il Governo a redigere un <strong>testo unico sulle start-up innovative</strong>, mentre il <strong>Capo VI</strong> guarda allo sviluppo territoriale, estendendo agevolazioni fiscali a nuovi comuni del Mezzogiorno e rafforzando le politiche di attrazione degli investimenti e dei lavoratori da remoto.</p>
<p style="text-align: justify">La Legge annuale sulle PMI non è un semplice intervento settoriale, ma una riforma trasversale che tocca fisco, lavoro, credito, digitale e territori. Un pacchetto ampio e ambizioso che, se attuato in modo efficace, può offrire alle PMI italiane strumenti concreti per crescere, innovare e competere.</p>
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		<title>Smart Working e mercato del lavoro: effetti positivi per donne e Sud Italia</title>
		<link>https://www.confederazionecnl.it/smart-working-mercato-lavoro-italia-donne-sud/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Stefania A.]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 02 Sep 2025 10:19:08 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[In evidenza]]></category>
		<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[Donne]]></category>
		<category><![CDATA[inclusione sociale]]></category>
		<category><![CDATA[smart working]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Negli ultimi anni, lo smart working e il mercato del lavoro in Italia hanno vissuto una profonda trasformazione. La diffusione del lavoro da remoto, accelerata dalla pandemia da Covid-19, ha portato benefici significativi, in particolare per le donne e per le regioni del Sud. Uno studio condotto da economisti della Banca d’Italia evidenzia come lo [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify">Negli ultimi anni, lo <strong>smart working e il mercato del lavoro in Italia</strong> hanno vissuto una profonda trasformazione. La diffusione del lavoro da remoto, accelerata dalla pandemia da Covid-19, ha portato benefici significativi, in particolare per le donne e per le regioni del Sud.</p>
<p style="text-align: justify">Uno studio condotto da economisti della Banca d’Italia evidenzia come lo smart working stia contribuendo ad ampliare l’inclusione nel mondo del lavoro, offrendo nuove opportunità di partecipazione e riducendo le disuguaglianze territoriali.</p>
<h4 style="text-align: justify">Gli effetti positivi dello smart working in Italia</h4>
<p style="text-align: justify">L’analisi si basa su un’ampia porzione di lavoratori e mostra come il lavoro da remoto abbia avuto un impatto molto positivo.</p>
<p style="text-align: justify">Ecco i principali risultati:</p>
<ul style="text-align: justify">
<li><strong>Aumento della partecipazione femminile</strong>: le donne, in particolare le madri, hanno migliorato il proprio tasso di attività.</li>
<li><strong>Maggiori opportunità in aree con minori servizi</strong>: lo smart working ha facilitato l’accesso al lavoro anche nelle zone con infrastrutture carenti.</li>
<li><strong>Riduzione delle barriere storiche</strong>: il lavoro agile ha aiutato a superare ostacoli come la mancanza di servizi di welfare e di supporto familiare.</li>
<li><strong>Incremento dell’occupazione nel Sud Italia</strong>: il lavoro da remoto ha favorito l’inserimento lavorativo nelle aree meno popolate e periferiche.</li>
</ul>
<h4 style="text-align: justify">Smart working come strumento strutturale di inclusione</h4>
<p style="text-align: justify">Lo studio dimostra che lo smart working non è più soltanto una risposta emergenziale, ma una <strong>modalità lavorativa moderna e strutturale</strong>.</p>
<p style="text-align: justify">Tra i vantaggi principali troviamo:</p>
<ul style="text-align: justify">
<li><strong>Flessibilità</strong>: uno strumento stabile di partecipazione al mercato del lavoro.</li>
<li><strong>Supporto alle fasce vulnerabili</strong>: utile per donne e persone con fragilità, che possono gestire meglio tempi e spazi.</li>
<li><strong>Riduzione dei tempi di spostamento</strong>: fondamentale per chi ha difficoltà logistiche o di mobilità.</li>
<li><strong>Nuove opportunità di inserimento</strong>: apre il mercato a chi prima era escluso.</li>
</ul>
<h4 style="text-align: justify">Nord e Sud: un impatto differenziato</h4>
<p style="text-align: justify">Se nelle regioni del Nord lo smart working è più diffuso, gli effetti più rilevanti si registrano al <strong>Sud Italia</strong> e nelle aree periferiche. Qui il lavoro agile ha aperto nuove opportunità a chi altrimenti sarebbe rimasto escluso.</p>
<p style="text-align: justify">In un Paese segnato da bassa natalità e invecchiamento della popolazione, il lavoro da remoto può contribuire a:</p>
<ul style="text-align: justify">
<li>rispondere alle sfide demografiche,</li>
<li>ridurre le disuguaglianze territoriali,</li>
<li>favorire uno sviluppo più equilibrato tra Nord e Sud.</li>
</ul>
<p style="text-align: justify">Lo smart working rappresenta oggi un’opportunità concreta per il futuro del mercato del lavoro in Italia.</p>
<p style="text-align: justify">Non solo risponde alla crescente domanda di <strong>flessibilità</strong>, ma sostiene l’<strong>inclusione delle donne</strong> e lo sviluppo delle <strong>regioni più svantaggiate</strong>. In questo modo, contribuisce al rilancio economico e sociale del Paese, rafforzando la competitività e riducendo i divari territoriali</p>
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		<title>Smart Working, aggiornate le modalità di comunicazione</title>
		<link>https://www.confederazionecnl.it/4053-2/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Stefania A.]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 18 Jan 2023 10:47:45 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[In evidenza]]></category>
		<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[legge di bilancio 2023]]></category>
		<category><![CDATA[smart working]]></category>
		<category><![CDATA[soggetti fragili]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Secondo quanto disposto dalla Legge di Bilancio 2023 (art. 1, comma 306, Legge 29 dicembre 2022, n. 197), fino al 31 marzo 2023, ai lavoratori fragili, sia dipendenti pubblici che privati, il datore di lavoro assicurerà lo svolgimento della prestazione lavorativa in Smart Working, anche assegnando al soggetto una mansione differente ma con lo stesso [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Secondo quanto disposto dalla Legge di Bilancio 2023 (art. 1, comma 306, Legge 29 dicembre 2022, n. 197), fino al 31 marzo 2023, ai lavoratori fragili, sia dipendenti pubblici che privati, il datore di lavoro assicurerà lo svolgimento della prestazione lavorativa in Smart Working, anche assegnando al soggetto una mansione differente ma con lo stesso inquadramento. Questo avverrà rispettando i contratti collettivi di lavoro vigenti, senza decurtazione della retribuzione stabilita.</p>
<p style="text-align: justify;">Fino al 31 gennaio 2023 le comunicazioni per i soggetti fragili, persone affette da patologie contenute nel Decreto del Ministro della Salute di cui all&#8217;art. 17, comma 2, del D.L. 24 dicembre 2021, n. 221 (convertito con modificazioni in L. 18 febbraio 2022, n. 11), dovranno essere trasmesse attraverso l&#8217;applicativo disponibile su Servizi Lavoro, dal nome &#8220;Smart Working semplificato&#8221;. Tale modalità di comunicazione potrà essere utilizzata fino al 31/01/23 esclusivamente per i lavoratori fragili e relativamente a periodi di lavoro agile che ricadano entro il 31 marzo 2023.</p>
<p style="text-align: justify;">Infine, dal 1° febbraio 2023 le comunicazioni riguardanti i lavoratori fragili in Smart Working dal 01/02/23 al 31/03/23 dovranno essere inviate attraverso procedura ordinaria su Servizi Lavoro, chiamata &#8220;Lavoro agile&#8221;.</p>
<p style="text-align: justify;">Per tutte le altre categorie di lavoratori che seguono il percorso ordinario, le comunicazioni relative ai periodi di lavoro agile continueranno a essere trasmesse utilizzando l’applicativo “Lavoro agile”.</p>
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		<item>
		<title>Smart working, le nuove disposizioni in vigore dal 1° settembre</title>
		<link>https://www.confederazionecnl.it/smart-working-le-nuove-disposizioni-in-vigore-dal-1-settembre/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Stefania A.]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 30 Aug 2022 10:25:51 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[In evidenza]]></category>
		<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[Accordi individuali]]></category>
		<category><![CDATA[DL semplificazioni]]></category>
		<category><![CDATA[ministero del lavoro]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Novità all’insegna della semplificazione burocratica e degli accordi individuali per quel che riguarda la gestione del lavoro agile. Dal primo settembre, infatti, si torna alla norma precedente attraverso il DL semplificazioni e il decreto attuativo del Ministero del Lavoro; l’ufficio del personale dovrà comunicare i dati dei lavoratori destinati allo smart working direttamente per via [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confederazionecnl.it/smart-working-le-nuove-disposizioni-in-vigore-dal-1-settembre/">Smart working, le nuove disposizioni in vigore dal 1° settembre</a> proviene da <a href="https://www.confederazionecnl.it">CNL - Confederazione Nazionale Del Lavoro</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Novità all’insegna della semplificazione burocratica e degli accordi individuali per quel che riguarda la gestione del lavoro agile. Dal primo settembre, infatti, si torna alla norma precedente attraverso il DL semplificazioni e il decreto attuativo del Ministero del Lavoro; l’ufficio del personale dovrà comunicare i dati dei lavoratori destinati allo smart working direttamente per via telematica, specificando la durata della prestazione in tale modalità.</p>
<p style="text-align: justify;">Le nuove norme implicano una modifica all’articolo 23 della legge del 22 maggio 2017, passando dall’obbligo di comunicazione di un accordo individuale alla trasmissione dei nominativi dei lavoratori in smart working al Ministero. Dopo l’esperienza della pandemia, si è trovato un modo più veloce e diretto per l’adempimento degli obblighi di comunicazione e lo snellimento delle procedure. Proprio la sperimentazione della nuova modalità di comunicazione, durante l’emergenza COVID, ha consentito di perfezionarne tutti i passaggi, agevolando i datori di lavoro e gli uffici ministeriali che in questo modo non risulteranno sovraccaricati, anche alla luce della maggior diffusione del lavoro agile.</p>
<p style="text-align: justify;">Nonostante la proposta del Ministro Andrea Orlando di prorogare lo smart working per soggetti fragili e genitori di minori di 14 anni, il decreto Aiuti bis non ha confermato il prolungamento di tale possibilità. Durante il lockdown il datore di lavoro aveva la possibilità di ricorrere al lavoro agile attraverso una procedura unilaterale, con le nuove disposizioni si tornerà ad applicare l’accordo individuale. Tale proroga riguarda la semplificazione nella trasmissione degli accordi, infatti nel documento è compreso un modulo per la comunicazione dei dati via web con possibilità di invio massiva. Le novità entreranno in vigore il primo settembre, ma le aziende avranno il tempo di adeguare i sistemi informatici e inoltrare le informazioni entro il primo novembre.</p>
<p style="text-align: justify;">Accedendo tramite SPID o Carta di identità elettronica sul portale Servizi Lavoro, i datori di lavoro, pubblici e privati, troveranno il modulo per la comunicazione. Per gli invii massivi, invece, si utilizzerà un altro servizio. Infine, le procedure per la trasmissione dei dati relativi al lavoro agile riguarderanno solo i nuovi accordi o eventuali modifiche ai precedenti, mentre restano valide le informazioni comunicate in precedenza.</p>
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		<item>
		<title>Smart working, sicurezza dei dati e delle informazioni</title>
		<link>https://www.confederazionecnl.it/smart-working-sicurezza-dei-dati-e-delle-informazioni/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Stefania A.]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 25 Jul 2022 10:43:25 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[In evidenza]]></category>
		<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[protezione dati]]></category>
		<category><![CDATA[sicurezza sul lavoro]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Secondo il D.Lgs. 8 giugno 2001 n. 231, ogni azienda è tenuta a proteggere il proprio patrimonio informativo; per farlo è necessario imparare a usare in modo corretto tecnologie e procedure per la protezione dei dati. Per esempio, le indicazioni del Regolamento Generale UE n. 2016/679 sulla protezione delle informazioni (GDPR) offrono importanti linee guida [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p align="justify">Secondo il D.Lgs. 8 giugno 2001 n. 231, ogni azienda è tenuta a proteggere il proprio patrimonio informativo; per farlo è necessario imparare a usare in modo corretto tecnologie e procedure per la protezione dei dati. Per esempio, le indicazioni del Regolamento Generale UE n. 2016/679 sulla protezione delle informazioni (GDPR) offrono importanti linee guida per garantirne la sicurezza.</p>
<p align="justify">Considerati i cambiamenti che stanno interessando l’attività lavorativa con la maggior diffusione dello smart working, la protezione dei dati è diventata un questione molto stringente. A tal proposito, di particolare interesse è un documento del CNI “Linee di indirizzo per la gestione dei rischi in modalità smart working”.</p>
<p align="justify">Nel testo viene sottolineato come la trasformazione digitale del lavoro abbia cambiato la gestione dei dati e influito sui costi per la protezione dai cyber-attacchi. Inoltre, non è semplice far conciliare lavoro agile e salvaguardia dei dati, soprattutto perché i controlli sul web vanno eseguiti nel rispetto della privacy. Se per certi versi gli strumenti tecnologici possono migliorare la comunicazione, dall’altra costituiscono causa di criticità e stress. Nel documento si rammenta anche che secondo l’art. 4 dello statuto dei lavoratori, esiste il divieto di utilizzare strumenti di controllo a distanza dei lavoratori.</p>
<p align="justify">Tra i pericoli connessi a questa tipologia di lavoro troviamo anche la gestione impropria dei dati da parte dei dipendenti; per esempio, accedendo dai propri dispositivi essi potrebbero mettere a rischio informazioni importanti relative all’azienda.</p>
<p align="justify">In conclusione, occorre una revisione dei criteri di accessibilità e di gestione delle informazioni, attraverso la formazione dei lavoratori sulle procedure da attuare. Per garantire la sicurezza, dunque, è bene prevedere appositi spazi dove sistemare i dispositivi di lavoro, adottare maggior prudenza e affidarsi anche a impianti di allarme e sorveglianza.</p>
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		<item>
		<title>Smart working, la corretta gestione dello spazio lavorativo</title>
		<link>https://www.confederazionecnl.it/smart-working-la-corretta-gestione-dello-spazio-lavorativo/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Stefania A.]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 23 Jun 2022 10:04:47 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[In evidenza]]></category>
		<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[lavoro agile]]></category>
		<category><![CDATA[sicurezza sul lavoro]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>I rischi che interessano i lavoratori in smart working sono numerosi; alcuni come quelli generati da errate situazioni ergonomiche o agenti fisici di varia natura riguardano anche i dipendenti che lavorano in sede. Tuttavia, esistono dei pericoli specifici riguardanti la modalità di lavoro agile. La gestione degli spazi in luoghi privati può essere fonte di [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p align="justify">I rischi che interessano i lavoratori in smart working sono numerosi; alcuni come quelli generati da errate situazioni ergonomiche o agenti fisici di varia natura riguardano anche i dipendenti che lavorano in sede. Tuttavia, esistono dei pericoli specifici riguardanti la modalità di lavoro agile.</p>
<p align="justify">La gestione degli spazi in luoghi privati può essere fonte di criticità, in particolare il concetto di boundary (il confine tra lo spazio lavorativo e quello domestico) è da indagare e definire. Come sottolineato in un documento CNI “Linee di indirizzo per la gestione dei rischi in modalità smart working”, alcune situazioni di convivenza familiare possono fungere da azioni di disturbo per il lavoratore agile. Quest’ultimo, infatti, potrebbe andare incontro a stress, qualora tali interruzioni dovessero ripetersi regolarmente durante l’attività lavorativa. I rischi da evitare, però, non riguardano solo i lavoratori, ma anche le persone che convivono con loro, sia nel caso di minori che di anziani per i quali alcuni tipi di strumenti possono costituire un pericolo.</p>
<p align="justify">Per una corretta gestione dello spazio durante lo smart working è necessario operare un’analisi dei locali, eseguendo una netta divisione tra area di lavoro e spazio domestico. L’area destinata alle attività lavorative e le fasce orarie dedicate devono essere definite preventivamente per favorire la sicurezza in tali ambienti. Anche il datore di lavoro dovrà fare la sua parte per garantire la salute e la sicurezza del dipendente, dando indicazioni concrete su come organizzare la sua postazione lavorativa e fornendo strumenti adeguati.</p>
<p align="justify">In futuro si prevede una diffusione sempre maggiore del lavoro agile, in quest&#8217;ottica è opportuno creare spazi da destinare all’attività lavorativa. Illuminazione, impiantistica e qualità dell’aria nell’ambiente di lavoro saranno fattori da tenere in considerazione.</p>
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